Cliente: Privato
Località: Montebelluna (TV)
Anno: 2009
Superficie: 1000 m2
Stato: realizzato
Project & Construction Management: Welldom
Riconoscimenti: Premio REbuild2014, Miglior riqualificazione d'Italia

Attività, analisi e valutazioni:
Simulazione termo energetica in regime dinamico
Analisi bioclimatica
Analisi strategica e tecnologica di sostenibilità
Analisi Gas Radon
Progettazione strutturale
Impianti elettrici
Impianti idrici
Impianti meccanici
Consulenza acustica
Analisi illuminotecnica
Analisi materiali eco-compatibili
Gestione cantiere d'eccellenza
Certificazione energetica
Analisi termografiche
Analisi carbon footprint

 

 

 

Vincitore PREMIO REbuild 2014 SEZIONE RESIDENZIALE

 

Il progetto del restauro conservativo di Cà Spineda, villa padronale del XVI secolo situata a Montebelluna in provincia di Treviso, vince il premio REbuild 2014 Sezione Residenziale, il primo concorso in Europa interamente dedicato a progetti di riqualificazione sostenibile, ideato da Habitech e dal Fraunhofer Institute. Grazie alla particolarità del recupero conservativo in bioedilizia condotto da Welldom, che rispetta i canoni della casa ideale secondo la filosofia del kalos kai agathos, bello e buono, il progetto di Ca’ Spineda è stato scelto come miglior intervento realizzato nel settore della riqualificazione sostenibile volto a valorizzare gli elementi centrali di un processo finalizzato a massimizzare la qualità di un edificio in termini di costi, consumi, materiali impiegati e comfort. Un restauro basato quindi sul valore e la bellezza della storia e il vero senso del futuro: il rispetto degli equilibri dell’uomo e della natura.

Cenni storici

Oggi sede di Welldom, general contractor che si occupa della costruzione, engineering e consulenza nell’ambito del sustainable luxury living, Ca’ Spineda è un’antica casa padronale costruita nel 1560 dalla nobile famiglia trevigiana Spineda De Cattaneis che nel 1753 farà erigere, a poca distanza, su progetto dell’Architetto Francesco Maria Preti di Castelfranco, una nuova residenza, ora Villa Loredan, sede di Veneto Banca. La famiglia rimane proprietaria dell’area fino al 1905, anno in cui la casa è venduta dalla contessa Matilde Rigato Spineda alla famiglia di Gio Batta Dall’Armi. La casa vede poi alterne fortune fino al 2007, quando Giovanni Fabris la sceglie per diventare la futura sede degli uffici e di Atelier Welldom.

Sotto: prima e dopo il restauro

 

Foto: Marco Zanta

 

Foto: Marco Zanta


Il restauro conservativo più bello d'Italiasecondo ReBuild2014

Per la particolarità del recupero conservativo in bioedilizia condotto da Welldom, ispirato dal principo del kalos kai agathos, bello e buono, Ca’ Spineda è stata eletta la riqualificazione residenziale più bella d’Italia da REbuild 2014. La villa rispetta, infatti, i canoni della casa ideale che considera l’abitare come un unico concetto olistico in cui costruzione edile, progettazione, architettura, design degli interni, illuminazione sono parte di un unico, armonico, insieme. Fu proprio Francesco Maria Preti, su ispirazione della Schola Riccatiana di Castelfranco Veneto, teorico della “Media Armonica Proporzionale”, a definire un concetto di bellezza di armonia assoluta e universale, basata sul rapporto tra architettura, matematica e musica, ispirato alla filosofia greca classica, poiché: “le stesse consonanze che dilettano l’orecchio, dilettano anche la visione”.  Il restauro conservativo ha permesso di recuperare Casa Spineda nella sua totalità, nel pieno rispetto della storia, e di dotare al tempo stesso le unità residenziali, oltre agli uffici tre appartamenti finiture lusso, di comfort abitativi di altissimo livello. Sono stati impiegati, infatti, materiali esclusivamente provenienti dalla natura, impianti ad alta efficienza che assicurano un risparmio energetico > del 30% rispetti a quelli tradizionali, soluzioni in domotica di ultima generazione.

Di seguito alcune immagini degli interni di Cà Spineda dopo il restauro

 

Foto: Marco Zanta

 

Foto: Marco Zanta

 

Foto: Marco Zanta

 

Foto: Marco Zanta

 

Il vivere ideale

Per celebrare l’inaugurazione di Ca’ Spineda, Welldom, insieme a Gervasoni e Viabizzuno, con cui condivide gli stessi valori del Made in Italy in cui sostenibilità e artigianalità si sposano con un’altissima qualità dei materiali e una raffinata ricerca estetica, hanno racconta The Ideal Living – Il vivere ideale: un connubio in cui architettura e design, costruzione e illuminazione, interni ed esterni, lo splendido giardino e le parti comuni dialogano tra loro secondo i dettami della progettazione integrata. L’installazione sul vivere ideale ha visto un connubio di elementi di luxury design e arredi di recupero industriale allestiti dall’interior designer Alberto Colbertaldo in un ensemble in cui bellezza architettonica e interni si esaltano e completano a vicenda.

Il restauro conservativo

L’intervento di restauro conservativo effettuato da Welldom ha permesso di recuperare Ca’ Spineda nella sua totalità. Lo spirito del progetto, volto a mantenere il carattere originario della casa, coniugandolo con soluzioni costruttive all’avanguardia ispirate al principio della sostenibilità ambientale, ha portato a mantenere, ove possibile, tutte le finiture parietali esistenti, intervenendo solo laddove esse avessero bisogno di un rifacimento o di un’aggiunta. Si è operato solo e rigorosamente Si è operato solo e rigorosamente con materiali di qualità provenienti dalla natura scelti con una particolare attenzione alla loro compatibilità con i principi guida dell’intero intervento. Tutte le proposte abitative contengono componenti tecnologici innovativi per abbinare tra loro esigenze irrinunciabili, quali la sicurezza e la privacy, il risparmio energetico ed il comfort, il piacere di vivere la casa e la sua assoluta salubrità. Proprio questo attento connubio fra innovazione tecnologica e rispetto per la storia della casa rende l’intervento di Ca’ Spineda assolutamente esclusivo.

Di seguito alcune immagini degli interni di Cà Spineda prima del restauro

 

Impianto elettrico e domotica

Un edificio “intelligente” dotato di sistemi tecnologici realizzati secondo i più evoluti principi della domotica e dell’automazione. Gli impianti elettrici sono stati realizzati con tecnologia “bus” che permette di integrare le varie funzioni di automazione, facilitando le possibili configurazioni successive e il collegamento dell’impianto con una centralina telefonica lo rende facilmente governabile “in remoto”. Il sistema d’allarme autonomo è in grado di segnalare via sms eventuali intrusioni o anomalie. Il controllo e il comando della temperatura ambiente consentono di impostare l’impianto di riscaldamento nei vari stati: “comfort”, “eco” per l’ottimizzazione del risparmio, “antigelo” o anche di blocco, garantendo per ciascuno di essi una programmazione semplice ed efficace. E’ possibile programmare il sistema affinché si effettui lo spegnimento automatico di eventuali luci rimaste accese, la chiusura di tutte le tende e l’inserimento del programma “eco” o “antigelo” per il riscaldamento. Centralizzato anche l’impianto aspirapolvere: tre gruppi completi di separatori ciclonici di raccolta polveri con sistema di auto pulizia garantiscono un efficiente servizio in ogni angolo, dalle parti comuni ai garage.

Impianto termico

Anche nell’impianto termico è stata posta la massima attenzione alle modalità più attuali che la tecnologia offre e che sposano al meglio la filosofia che caratterizza tutto l’intervento: al primo posto la salute di chi abita la casa, salvaguardata attraverso la scelta di materiali naturali tecnologicamente avanzati. L’impianto termico è centralizzato. Sono stati previsti l’installazione di una pompa di calore in geotermia con acqua di pozzo e pannelli radianti a parete per riscaldamento e raffrescamento, i quali, funzionando a bassa temperatura, consentono un risparmio energetico di oltre il 30% rispetto ai sistemi tradizionali e la piena ottimizzazione del rendimento stagionale, con la possibilità̀ di riscaldare e raffrescare attraverso l’irradiamento uniforme su tutto l’ambiente. ESTERNI Il restauro di Ca’ Spineda comprende la sistemazione di tutta l’area esterna della villa. Ecco quindi il viale alberato di accesso alla proprietà, la rampa d’accesso ai garage, il percorso ciclopedonale e le varie porzioni di scoperto pavimentate e a erba. Aceri, bossi e rose selvatiche sono solo alcune delle piante che vanno ad impreziosire il giardino, mentre aiuole di fiori e siepi coronano la facciata della villa. Idealmente gli splendidi giardini si fondono con il bosco “dolce” del Montello che circonda la casa con il suo carattere docile, quieto e avvolgente di alberi e piante, con i corsi d’acqua e i sentieri che si snodano ad accompagnare chiunque voglia concedersi una passeggiata. Ca’ Spineda torna così a essere un’autentica villa di campagna, inserita in un ambiente dalla vegetazione lussureggiante e dalla ricchezza storica unica, ma dotata di tutte le comodità e vicina al centro abitativo.

Architettura

Osservando il posizionamento della casa e la sua collocazione nel territorio circostante, possiamo riconoscere la tipologia urbanistica tipica della casa patrizia veneta di collina. Il bosco, alle spalle, contribuisce a dare maggior risultato alla facciata, resa più solenne dal lungo viale posto di fronte, perfettamente in asse col salone passante principale. Dall’ingresso e dalla corrispondente finestra del primo piano è percepibile la simmetrica prospettiva che porta lo sguardo alla via antistante la proprietà.L’impianto si sviluppa su base rettangolare tripartita, che si ripete su tutti i piani, compreso il sottotetto; è orientato da est a ovest con la facciata principale rivolta verso sud. La distribuzione interna dei vani è leggibile dalla composizione delle facciate, sia di quella principale, rivolta a sud, sia quella settentrionale che volge al Montello. Elementi come le travi a vista e la fantastica capriata situata nel locale soggiorno dell’appartamento al secondo piano danno la sensazione di vivere un luogo storico ma, allo stesso tempo, raffinato e di pregio. A questo si aggiungono le pareti in pietra a vista lavorate attraverso una raffinata ricerca estetica.

 

Il living ideale

Welldom, Gervasoni e Viabizzuno, nella cornice di Ca’ Spineda, villa seicentesca appena restaurata in bioedilizia che ha vinto il premio REbuild 2014 come miglior ristrutturazione residenziale d'Italia, hanno celebrato la sua inaugurazione con un garden party e un’installazione di interior design sul concept del vivere ideale attraverso ambienti vestiti con elementi di luxury design creati ad hoc dall'artista interior designer Alberto Colbertaldo, fondatore de LaCentrale.Per la prima volta il "vivere ideale" è stato interpretato secondo un concetto olistico che considera edilizia, design, illuminazione e recupero come elementi di un unico ecosistema fondato sul principio del kalos kai agathos, bello e buono. Giovanni Fabris, che ha fondato Welldom con la mission di realizzare case sartoriali concepite su misura e ideatore dell’evento, spiega infatti: ”è la prima volta che il vivere ideale viene interpretato in maniera creativa da professionisti diversi del settore, che vanno dalla costruzione edile, alla progettazione, al design degli interni portando avanti la stessa filosofia per dar vita ad una casa bella e sostenibile che offra, al tempo stesso, il massimo comfort ai suoi abitanti”. Molti gli imprenditori intervenuti a sostegno di un approccio “sostenibile” all’abitare tra cui Giovanni e Michele Gervasoni (Gervasoni), Roberta Bertacco e Natalino Malasorti (CEA Design), Monica Faganello e Alberto Cristofoli (I AM Lifestyle), Roberto Vitali (Village for all – V4A®).L’installazione sul vivere ideale ha visto un connubio di elementi di luxury design e arredi di recupero industriale allestiti dall’interior designer Alberto Colbertaldo in un ensemble in cui bellezza architettonica e interni si esaltano e completano a vicenda.

 

 

 

Sopra: gli elaborati inerenti l'analisi storica di Cà Spineda.